Sono iniziati tempi duri per i possessori di auto diesel Euro 3 e altri modelli inquinanti. Il blocco del traffico 2018-2019 in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna è già operativo dallo scorso 1° ottobre fino al 31 marzo 2019.
Altre regioni e città potrebbero presto aggiungersi alla lista, estendendo così le limitazioni a buona parte d’Italia.
Una decisione drastica ma necessaria, nonostante siano previste numerose eccezioni, per provare a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.
Vediamo cosa prevedono queste limitazioni del blocco del traffico per i diesel fino a Euro 3 – e non solo – tenendo conto che molte cose potrebbero ancora cambiare nelle prossime settimane o nei prossimi mesi con l’inserimento di alcune deroghe.
Limitazioni al traffico già in atto anche in alcune zone del Veneto: a Verona, per esempio, i diesel Euro 3 non possono circolare nei giorni feriali dalle 8:30 alle 18:30 fino al 31 marzo 2019. Previste però deroghe per i cittadini con Isee pari o inferiore a 16 mila e 700 euro, over 70 anni, diversamente abili, e per chi non può recarsi a lavoro con mezzi pubblici.
A Treviso sono stati attivati 3 livelli di Stop, che dal verde passeranno all’arancio e poi al rosso con l’aumentare dei livelli smog. Sono coinvolti non solo i veicoli Euro 3 a diesel ma anche altri mezzi inquinanti, come ciclomotori a due tempi Euro 0, auto a benzina Euro 0 e 1, mezzi pesanti Euro 0, 1, 2 e 3.
Con l’aumento del livello di PM10 aumenterà anche il livello delle limitazioni coinvolgendo anche altre tipologie di veicoli e l’inclusione anche dei giorni festivi, restringendo così la possibilità di circolare.
In Lombardia il blocco riguarda 214 comuni, tra cui Milano, dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30.
Nel capoluogo le cose cambieranno più drasticamente dal 21 gennaio 2019, quando sarà ufficialmente istituita l’Area B, una ztl più estesa rispetto all’attuale Area C, con divieto di accesso e circolazione per diverse tipologie di veicoli e ben 186 telecamere poste sui varchi d’ingresso per stanare chi non rispetta le regole.
E non è finita qui perché dal mese di ottobre 2019 scatterà anche il blocco degli Euro 4 e dal 2022 quello degli Euro 5.
In Emilia-Romagna sono invece decisamente più avanti a tutti, dato che dal 1° ottobre hanno già fatto scattare il blocco per i veicoli diesel Euro 4 (e inferiori), ma solo nei centri abitati dei comuni con oltre 30 mila abitanti e nei comuni con meno di 30 mila abitanti dell’hinterland bolognese.
E in Piemonte? Qui c’è qualche difficoltà perché i divieti sono slittati di qualche settimana, ma non a Torino dove è già in vigore un blocco dei diesel Euro 3 dalle 8:00 alle 19:00 (lunedì-venerdì, fino a marzo), mentre gli Euro 0 sono già fuori legge da un pezzo e gli Euro 1 e 2 sono sottoposti a limitazioni molto severe.
Infine Roma. Per il momento nella Capitale è tutto fermo, ma dal Campidoglio hanno già fatto sapere che i diesel Euro 3 saranno certamente bloccati entro il 2019, nell’ambito di un percorso virtuoso che porterà al fermo totale entro il 2024.
Ma al drammatico problema dell’aria sporca, per molti si somma il dubbio di non sapere con esattezza a quale categoria appartenga la propria automobile.
La Comunità europea ha emanato una serie di direttive per regolamentare le emissioni di inquinanti dei veicoli. In base a queste direttive, sono state individuate diverse categorie di appartenenza.
Per capire a quale di queste categorie appartiene la propria auto, è necessario controllare i riferimenti presenti nella carta di circolazione del veicolo. Conoscendo l’anno di immatricolazione dell’auto, tali riferimenti indicano quale normativa Euro è stata rispettata dalla casa costruttrice.
Ecco di seguito la tabella a cui fare riferimento:

Tabella Blocco del Traffico 2018
Controlla a quale classe appartiene la tua auto e tieni monitorato il sito del tuo comune – se è un comune già attivo nel Blocco – per non incorrere in possibili sanzioni se dovessi circolare senza averne il permesso.